Razionale del corso

Le infezioni correlate all’assistenza sanitaria (ICA) sono infezioni che si verificano mentre il paziente riceve l’assistenza sanitaria. I pazienti con dispositivi medici (cateteri venosi centrali, cateteri urinari, ventilatori) o che si sottopongono a procedure chirurgiche sono ad alto rischio di contrarre ICA. Le ICA continuano a essere un problema enorme oggi. Le infezioni del sito chirurgico (ISC) sono le infezioni associate all’assistenza sanitaria più comuni tra i pazienti chirurgici. È ovviamente importante migliorare la sicurezza del paziente riducendo il verificarsi di infezioni del sito chirurgico. Le ISC rimangono un grave problema clinico in termini di morbilità, mortalità, durata della degenza ospedaliera e costi complessivi diretti e non diretti in tutte le regioni del mondo. Nonostante i progressi nella conoscenza della prevenzione, le ISC rimangono uno degli eventi avversi più comuni nei reparti chirurgici di tutto il mondo. La World Health Organization (WHO) ed i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno negli ultimi anni pubblicato le linee guida per la prevenzione delle SSIs con misure chiare e con evidenze forti che purtroppo sono spesso disattese da parte della classe chirurgica. Le linee guida globali WHO 2016 per la prevenzione dell’infezione del sito chirurgico sono basate sull’evidenza, comprese revisioni sistematiche che presentano informazioni aggiuntive a sostegno delle azioni per migliorare la pratica. Le linee guida includono 13 raccomandazioni per il periodo preoperatorio e 16 per la prevenzione delle infezioni durante e dopo l’intervento chirurgico. Si va da semplici precauzioni come assicurarsi che i pazienti facciano il bagno o la doccia prima dell’intervento chirurgico, il modo appropriato per le équipe chirurgiche di lavarsi le mani, indicazioni su quando usare antibiotici profilattici, quali disinfettanti usare prima dell’incisione e quali suture usare. La profilassi antibiotica rappresenta  un momento critico, anche se non unico, nella prevenzione delle ISC tanto che il suo uso, da solo, rappresenta una notevole porzione della quantità totale degli antibiotici utilizzati in tutti gli ospedali del mondo. La profilassi antibiotica è una misura importante a forte impatto nella prevenzione delle ISC, che non può tuttavia sostituire la corretta pratica clinica di prevenzione e controllo delle infezioni. Il suo uso deve essere dettato dalle indicazioni specifiche, descritte e condivise in tutto il mondo per evitare incrementi di costi, tossicità e sviluppo di fenomeni di antibiotico-resistenza. Purtroppo percentuali altissime di uso inappropriato degli antibiotici come profilassi continuano ad essere riportati nella letteratura mondiale.

La terapia antibiotica ed antifungina sono momenti chiave nella pratica clinica quotidiana del chirurgo nel trattamento delle sindromi infettive addominali, sia comunitarie sia nosocomiali, e delle infezioni dei tessuti molli. La terapia antibiotica salva spesso delle vite ma è noto che in molti casi essa viene utilizzata in maniera inappropriata nell’indicazione, nella scelta del farmaco e nella durata della terapia. Nel momento dell’instaurazione di una terapia antibiotica il chirurgo ha una doppia responsabilità. Curare in maniera ottimale il paziente e preservare la potenzialità curativa stessa degli antibiotici senza creare fenomeni di antibiotico-resistenza od effetti collaterali come l’insorgenza di un’infezione da Clostridium difficile. Alcuni clinici hanno ben presente il problema clinico del buon uso degli antibiotici, mentre molti verosimilmente sottostimano o addirittura non hanno coscienza né di questa realtà né del suo impatto reale nei propri ospedali. Sempre più dati scientifici dimostrano come programmi ed iniziative ospedaliere dedicate portano a miglioramenti nella gestione delle terapie antibiotiche ed a riduzioni degli eventi avversi provocati da comportamenti clinici “non virtuosi” in antibioticoterapia. In particolare i programmi di “Antimicrobial Stewardship” possono ridurre i tassi di antibiotico-resistenza e delle infezioni “antibiotico-related” nei pazienti ricoverati negli ospedali in generale e nei reparti chirurgici in particolare. È in un contesto multidisciplinare che si può ottenere un’ottimizzazione culturale della prevenzione e del trattamento delle infezioni in chirurgia. E solo attraverso una continua collaborazione multidisciplinare si può raggiungere una corretta gestione delle infezioni in chirurgia.

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